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Il figlio abbandonato ha diritto al risarcimento dei danni

E’ orientamento ormai consolidato da parte della nostra Corte di Cassazione che il figlio abbandonato ha diritto al risarcimento dei danni. Precisamente, il figlio abbandonato dal genitore, che si è reso responsabile dell’abbandono, può chiedere a quest’ultimo il risarcimento del danno ex art 2059 c.c., configurabile come danno esistenziale.

La Suprema Corte si è espressa a Sezioni Unite (Sent n. 11097 del 10/06/2020).

Il caso concreto giudicato dalla Cassazione

Il caso concreto da cui ha avuto origine l’orientamento della Suprema Corte riguardava una figlia nata fuori dal matrimonio, riconosciuta dal padre che però dopo pochi mesi dalla nascita si è allontanato (senza fare ritorno) da madre e figlia, creandosi un nuovo nucleo familiare e disinteressandosi così di entrambe per il resto della vita.

Per effetto dell’abbandono la figlia, raggiunta la maggiore età, ha richiesto il risarcimento dei danni subiti a titolo di danno morale per violazione degli obblighi di assistenza familiare, ed anche il danno non patrimoniale per violazione del corrispondente precetto costituzionale. L’articolo 30 della Costituzione.

Per la Corte di Cassazione non vi è dubbio che l’assenza della figura paterna concretizzatasi nell’abbandono da parte del padre sia una condotta contraria all’articolo 30 della Costituzione che stabilisce che è “dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori dal matrimonio”.

Secondo la Suprema Corte, l’assenza della figura paterna, incide negativamente sull’intero processo di sviluppo e di maturazione psicologica della personalità dell’individuo: non solo dal punto di vista morale, di educazione, di formazione del carattere e della personalità, dell’equilibrio e della stabilità emotiva, ma in modo particolare, nelle scelte di vita dell’abbandonato che possono risultare fortemente condizionate dalla situazione economica della famiglia d’origine, nella quale il padre-marito molte volte rappresenta il perno sociale economico.

Quando il figlio abbandonato ha diritto al risarcimento dei danni?

Secondo il nostro ordinamento, la risarcibilità del danno non patrimoniale è ammessa, oltre che nelle ipotesi espressamente previste da una norma di legge, nei casi in cui il fatto offenda diritti inviolabili della persona, costituzionalmente protetti.

Nel caso di abbandono da parte di un genitore quindi, essendo provata la lesione dell’articolo 30 Cost., risulta  pacifico che il genitore abbandonante debba risarcire il figlio abbandonato che a causa della condotte dello stesso ha subito un danno esistenziale.

La Corte sostiene anche che in assenza della figura paterna, si verifica quindi nel figlio abbandonato non solo una carenza delle relazioni familiari affettive, che risultano essere incomplete e distorte a causa della condotta privativa del genitore MA anche una forte penalizzazione nella  realizzazione personale, conseguenza di un nucleo familiare privato di una figura cardine (perdita di Chance).

Attenzione: il danno causato dall’abbandono in questo caso però non è risarcibile  in re ipsa,  ma deve avere prodotto un danno ingiusto nel figlio abbandonato ed è quindi onere di quest’ultimo dimostrare in giudizio che a causa dell’abbandono ha subito una perdita di opportunità.

figlio abbandonato ha diritto al risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali

Se il figlio riesce a dimostrare il danno subito a causa dell’abbandono, tale situazione merita per il nostro ordinamento risarcimento ex art. 2059 (c.d danno esistenziale).

Secondo la Cassazione il danno esistenziale – cioè quel danno arrecato all’esistenza di un individuo, che si traduce in un peggioramento della sua qualità della vita e nello sconvolgimento delle sue  abitudini  con conseguente alterazione del modo di rapportarsi nella vita di relazione – se debitamente provato deve essere risarcito da chi lo ha cagionato.

Come si calcola il risarcimento a cui ha diritto il figlio abbandonato?

Il risarcimento del danno da abbandono, nel nostro ordinamento è liquidabile per equivalente, alla stregua del criterio equitativo ex artt. 1226 e 2056 c.c.; tenendo conto che la maggiore gravità del danno dipende dalla maggiore o minore forza del vincolo che viene reciso  e tenendo altresì conto della composizione del nucleo familiare (nel caso di specie affrontato dalla Cassazione solo madre e figlia).

Nel caso qui analizzato dalla Suprema Corte, padre che abbandona la figlia (quindi massimo vincolo di legame parentale) il risarcimento del danno è determinabile nella sua misura massima.

La base di partenza per il calcolo del risarcimento è data dalla valutazione oggettiva delle possibilità economiche del genitore abbandonate.

Da questo punto di partenza la liquidazione del Giudice deve avvenire in misura proporzionale rispetto alla incidenza dell’assenza della figura paterna, quindi massima durante il periodo cruciale degli anni di sviluppo e crescita (0-18 anni) e poi in misura decrescente per il periodo successivo, quando ormai la situazione di abbandono può ritenersi, almeno parzialmente, stabilizzata ed ormai, presumibilmente, quasi metabolizzata o in fase di progressiva compensazione.

Per sapere se nel tuo caso specifico il figlio abbandonato ha diritto al risarcimento dei danni è fondamentale avere un consulto con un avvocato matrimonialista.

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