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Anche se il marito frequenta i night club, la moglie non è autorizzata a tradirlo.

Marito frequenta night club - tradimento e addebito

Il marito frequenta i night club e la moglie lo tradisce?Non è autorizzata al tradimento.

Così ha deciso la Corte di Cassazione,  con una sentenza a dir poco incredibile, depositata in questi primi mesi del 2015.

Il ricorso è giunto davanti alla Suprema Corte dopo che il Tribunale di Venezia aveva pronunciato la separazione personale dei coniugi, accogliendo la domanda di addebito avanzata dal primo, affidando il minore ad entrambi (c.d. affido condiviso).

Con la sentenza n. 742/2015, la Cassazione ha confermato la decisione della Corte d’Appello di Venezia, dopo che per primo, il Tribunale di Venezia, aveva dichiarato la separazione dei coniugi con addebito alla moglie.

La vicenda è la seguente:

Come spesso accade, il marito aveva chiesto la separazione con addebito alla moglie e la moglie, a sua volta, aveva chiesto l’addebito al marito: la vicenda però, è di quelle particolari.

Lui era un noto frequentatore di night club, locali di “lap dance” e spogliarelli, mentre lei era stata vista più volte baciare in pubblico altri uomini. Addirittura una volta fu trovata nella camera d’albergo che condivideva con il marito, in compagnia di un altro uomo, alle due del mattino.

La Corte d’Appello, tuttavia, aveva rilevato che, al di là della frequentazione di night club, locali di spogliarelli o “lap dance” da parte dell’uomo, non era stata dimostrata l’ ulteriore violazione degli obblighi derivanti dal matrimonio.

A nulla sono valse le rimostranze della moglie, secondo la quale la separazione era da addebitare al marito; la Corte d’Appello aveva sostenuto anche che lo stesso marito non aveva nemmeno mai violato gli obblighi di mantenimento della famiglia durante la vita coniugale.

Al di là degli aspetti romanzeschi della storia, la Cassazione ha anche ricordato che il Giudice di merito è libero di attingere il proprio convivncimento dalle prove che ritenga più attendibili ed idonee alla formazione dello stesso, pur dovendo compiersi una valutazione di congruità sul ragionamento sotteso alla decisione finale (concetto già espresso in Cass., 20 febbraio 2006, n. 3601).

E’ dunque fondamentale l’assistenza di un avvocato matrimonialista di Venezia che sappia come muoversi nelle maglie del diritto e sia in grado di istruire il procedimento secondo le prove in possesso del suo assistito.

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