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Allontanamento dalla casa familiare del figlio maggiorenne violento

Allontanamento del figlio maggiorenne violento dalla casa familiare

Cosa si può fare quando il figlio maggiorenne è autore di maltrattamenti in famiglia? E’ possibile allontanare da casa il figlio maggiorenne violento anche se non economicamente indipendente?

A queste domande ci risponde l’interessante sentenza del Tribunale di Rovereto del 26 luglio 2007, a seguito di un ricorso proposto dai genitori in materia di ordini di protezione contro gli abusi familiari. Prima di analizzare il caso di specie, occorre individuare la norma di riferimento: sono gli articoli 342 bis e seguenti del codice civile. L’applicazione della normativa permette al giudice di ordinare l’allontanamento dalla casa e dai luoghi frequentati dai familiari, del soggetto che ha tenuto, nei confronti di quest’ultimi, una condotta pregiudizievole alla loro integrità fisica e morale.

Il caso della figlia maggiorenne violenta con i genitori

Ritornando alla fattispecie iniziale, i genitori depositavano ricorso ex art 342 bis al Tribunale di Rovereto in funzione monocratica, richiedendo l’allontanamento dalla casa familiare della figlia maggiorenne poiché la convivenza era divenuta oramai impossibile. La figlia dopo un’infanzia serena, mostrò i primi segnali di disagio nell’età adolescenziale e, dopo l’abbandono definitivo di un turbolento percorso di studi, iniziò ad assumere regolarmente sostanze stupefacenti. Fin dal principio, la ragazza rifiutava ogni mezzo di aiuto, interrompendo il ricovero per la disassuefazione da stupefacenti e il percorso psicologico offerto dal Sert. La situazione diventava sempre più critica e insostenibile a seguito di una denuncia per maltrattamenti in famiglia, per la quale la giovane veniva posta agli arresti domiciliari presso una casa di accoglienza, dalla quale però evadeva.

Figlio maggiorenne violento e allontanamento da casa

I genitori, trovandosi in una situazione ormai degenerata, in cui la ragazza manifestava crisi psicotiche e una condotta violenta nei loro confronti, proponevano ricorso per chiedere l’allontanamento della figlia violenta da casa. Il giudice di prime cure, tuttavia, affermava  che non era possibile applicare la normativa, in quanto la figlia maggiorenne non era nella piena capacità di autodeterminarsi e di provvedere a se stessa a causa dei suoi problemi psichiatrici certificati. Lo stesso giudice, concludendo, disponeva non applicabile all’autore della condotta pregiudizievole l’intervento dei servizi sociali, in quanto previsto solo per le vittime.

Figlia violenta con problemi psichiatrici

I genitori proseguendo l’intollerabile convivenza con la figlia, che oramai viveva per sua volontà in una condizione di assoluto degrado, e proponevano reclamo al Tribunale di Rovereto in composizione collegiale. Il Tribunale, bilanciando i rischi connessi all’allontanamento della casa familiare e a quelli connessi alla prosecuzione della convivenza, rilevava quanto fosse più pericolosa e pregiudizievole la permanenza della figlia presso i genitori. Sia per questi ultimi, sia per la figlia stessa, incapace di comprendere la gravità delle sue condotte. Pertanto, disponeva il richiesto ordine di protezione familiare e di allontanamento, nella misura proporzionata alla gravità della situazione, incaricando il centro di salute mentale e i Servizi sociali per apprestare un progetto terapeutico e di assistenza. Stabiliva inoltre il collocamento della figlia presso una comunità protetta e il mantenimento della stessa da parte dei genitori.

Allontanamento del figlio maggiorenne violento dalla casa familiare

Cosa fare se il proprio figlio è violento nei confronti dei genitori

Questo provvedimento è molto significativo nella materia perché, nonostante si pensi il contrario, sono molti i casi di figlio maggiorenne violento nei confronti dei genitori. Si tratta di una decisione innovativa in quanto che prevede un sostegno diretto anche a colui che pone in essere condotte aggressive. Grazie anche all’intervento dei servizi sociali e l’intrapresa di un percorso di recupero per il figlio violento, vengono tutelate sia le vittime delle violenze (cioè i genitori e in generale il nucleo familiare), sia anche il figlio stesso, persona non in grado di intendere e di volere. Sicuramente si tratta di una casistica molto delicata e dolorosa per gli stessi genitori, richiedere l’allontanamento del proprio figlio maggiorenne violento. Per questo, per evitare che questa situazione abbia dei risvolti irreversibili, è molto importante affidarsi ad un avvocato matrimonialista.
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