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Se il marito chatta con altre donne

marito chatta con altre donne

La diffusione degli smartphone è spesso causa di litigi coniugali, a tal punto che se il marito chatta con altre donne ne può nascere una discussione che può portare sino al divorzio. Il problema, lo diciamo subito, vale sia se è il marito a chattare con altre donne, sia se è la moglie che chatta con altri uomini.

La Corte di Cassazione ha affrontato, con la sentenza in data 14 luglio 2016 n. 14414, il problema relativo al tradimento virtuale del coniuge. E’ importante citare questa sentenza perché la giurisprudenza di merito successiva si è uniformata ai principi espressi dagli Ermellini.

Nella fattispecie, il Tribunale di Civitavecchia, con sentenza del 2012, aveva pronunciato la separazione coniugale fra le parti. I giudici di prime cure avevano respinto la domanda del marito, che chiedeva l’addebito nei confronti della moglie in quanto ella aveva intrapreso una relazione, via Internet, con un altro uomo.

Come mai il marito chiedeva l’addebito alla moglie?

In altro articolo abbiamo spiegato cos’è l’addebito e perché si debba chiedere in giudizio. Si legga il nostro articolo separazione per colpa in caso di adulterio del coniuge. A seguito della condanna all’addebito della separazione, quel coniuge non potrà beneficiare dell’assegno di mantenimento. Ecco spiegato il motivo per cui il marito, nella citava vicenda, chiedeva l’addebito alla moglie. Infatti i Giudici di Civitavecchia avevano disposto anche un assegno di mantenimento a favore della moglie, nonostante la condotta violativa dei doveri coniugali.

Il marito, quindi, aveva fatto appello. La Corte di appello di Roma, con sentenza n. 6572/2014, ha rigettato l’appello dell’uomo, il quale, a quel punto, si è rivolto alla Cassazione.

Se il marito chatta con altre donne - leggere i messaggi

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Cosa hanno detto i Supremi Giudici sulla relazione virtuale della moglie?

Secondo la Corte di Cassazione, l’uomo non era riuscito a provare un dato fondamentale: il fatto che il tradimento virtuale della moglie avrebbe causato la intollerabilità della prosecuzione della convivenza matrimoniale. La Corte di Appello, infatti, aveva rigettato la richiesta di prove testimoniali in quanto aveva ritenuto che la dimostrazione della relazione via internet della moglie non avrebbe comunque giustificato un addebito nei di lei confronti.

La donna era riuscita a dimostrare che in realtà la rottura dell’unione era antecedente alla sua relazione virtuale. Tale condotta, quindi, non avrebbe avuto efficienza causale rispetto alla crisi dell’unione coniugale. I giudici della Suprema Corte hanno ricordato come ai fini della pronuncia di addebito, non sia sufficiente la sola violazione dei doveri coniugali. Occorre verificare se tale violazione abbia assunto efficacia causale nella crisi coniugale. (Cass. sez. I, 27.01.2014 N. 1596).

Ma quindi se il marito chatta con altre donne si può chiedere l’addebito?

Come già spiegato in altro articolo, avere in mano le prove del tradimento del marito o della moglie non significa automaticamente aver “vinto la causa”. Per provare il tradimento della moglie o del marito non è sufficiente avere in mano le chat o le e-mail.

Sin dalle prime fasi della separazione è consigliabile sapere come muoversi. Per sapere esattamente come provare il tradimento del coniuge, è possibile acquistare il volume “Istruttoria e Mezzi di Prova nei procedimenti di separazione. Scritto dall’Avv. Stefano Molfino, famoso avvocato matrimonialista del Foro di Milano. per acquistare il libro CLICCA QUI . Il libro può essere molto utile per scoprire quali mezzi di prova è possibile utilizzare per provare il tradimento sia del marito, sia della moglie.

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