Cerca un Avvocato

Cerca un avvocato per città e materia di interesse

Maltrattamenti di coniuge e figli durante la quarantena del Coronavirus

La pandemia in corso ha imposto molte convivenze forzate in cui purtroppo stanno accadendo numerosi maltrattamenti di coniuge e figli durante la quarantena del Coronavirus. Il dato purtroppo è in parte nascosto dal fatto che molte vittime di questi maltrattamenti siano reticenti nel contattare un avvocato matrimonialista o le forze dell’ordine. Il timore è quello di subire ulteriori violenze. Ecco spiegato in questo articolo perché le vittime di tali maltrattamenti non devono temere e anzi devono attivarsi il prima possibile.

Le false credenze

Spesso si ritiene che se un coniuge sporge denuncia per maltrattamenti in famiglia passeranno mesi prima che intervenga un Giudice. Tutto questo è SBAGLIATO.

Dal punto di vista civilistico, esistono strumenti come gli “ordini di protezione contro gli abusi familiari”. Si tratta dell’istituto previsto dagli artt. 342-bis c.c. e seguenti.

Cosa prevedono questi ordini di protezione?

Quando la condotta del coniuge o di altro convivente è causa di grave pregiudizio all’integrità fisica o morale ovvero alla libertà dell’altro coniuge o convivente, il giudice, qualora il fatto non costituisca reato perseguibile d’ufficio, su istanza di parte 736 bis ss. c.p.c., può adottare con decreto uno o più dei provvedimenti di cui all’articolo 342 ter.”

Significa che la vittima di maltrattamenti in famiglia può chiedere l’allontanamento immediato del familiare violento. Sia coniuge, sia del convivente, sia di altro familiare che conviva.

Al contempo, il Giudice può stabilire un assegno di mantenimento a favore delle persone conviventi. Addirittura ordinando al datore di lavoro dell’obbligato, di versarla direttamente alla famiglia.

Come funziona e le tempistiche dell’allontanamento

L’ordine di protezione può essere attivato immediatamente e il coniuge violento o il convivente violento non viene nemmeno a sapere che ci si è rivolti al Giudice. Il ricorso infatti può essere promosso “inaudita altera parte”, ovverosia senza che l’altra parte (la parte violenta) venga previamente sentita. In sostanza, il Giudice protegge subito la parte debole. Questo stratagemma viene attuato appositamente al fine di evitare che la vittima abbia paura di denunciare temendo ritorsioni.

Dal momento del ricorso urgente fino all’allontanamento possono passare anche solo pochi giorni, nei quali, come detto, il carnefice non sa nulla. Se il ricorso verrà accolto, il coniuge violento o il convivente violento vedrà direttamente la Polizia bussare alla porta. Le Forze dell’Ordine lo scorteranno altrove e metteranno in protezione la vittima di maltrattamenti secondo l’ordine del Giudice.

Maltrattamenti di coniuge e figli durante la quarantena del Coronavirus – cosa fare

Maltrattamenti di coniuge e figli durante la quarantena del Coronavirus

Molte vittime di maltrattamenti temono che in questo periodo la Giustizia sia bloccata. Anche questo è SBAGLIATO. Il Governo ha compreso la pericolosità di paralizzare tutto il settore giustizia e in particolar modo la materia del diritto di famiglia.

Infatti, con il d.l. n. 18/2020 sulla Gazzetta Ufficiale (clicca qui per leggere il testo completo), ha previsto che NON sono sospesi, fra l’altro, i procedimenti cautelari aventi ad oggetto la tutela di diritti fondamentali della persona e i procedimenti per l’adozione di ordini di protezione contro gli abusi familiari.

Come chiedere un ordine di protezione durante il Coronavirus

Gli ordini di protezione richiedono una richiesta scritta della vittima, che può essere proposta anche dalla parte personalmente. Non è obbligatoria quindi l’assistenza di un avvocato. Dove va indirizzata la richiesta di protezione? Al Tribunale del luogo di propria residenza o domicilio.

In caso di maltrattamenti di coniuge e figli durante la quarantena del Coronavirus, è comunque consigliabile contattare quanto prima un avvocato matrimonialista della propria città, che sarà possibile contattare anche via e-mail. Grazie al processo civile telematico, infatti, anche durante la attuale pandemia del Covid-19, l’avvocato matrimonialista potrà depositare direttamente la domanda senza recarsi in Tribunale e chiedere protezione immediata per la vittima di violenze.

*** ** ***

Clicca in alto sul nostro motore di ricerca per trovare SUBITO un avvocato matrimonialista nella tua città.